Se la tua azienda investe in sicurezza sul lavoro — o ha in programma di farlo — c’è un appuntamento che non puoi farti scappare. Il 13 aprile 2026 si è aperta ufficialmente la procedura telematica per il Bando ISI INAIL 2025, lo strumento con cui l’INAIL mette ogni anno a disposizione delle imprese italiane centinaia di milioni di euro a fondo perduto per migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il nome “2025” può generare confusione: si tratta semplicemente della denominazione ufficiale dell’edizione corrente, esattamente come si dice “Legge di Bilancio 2025” approvata a fine 2024. La procedura è attiva adesso, e si chiude il 28 maggio 2026 alle ore 18:00. Chi non si prepara per tempo rischia di perdere una delle opportunità più concrete della finanza agevolata italiana.
In questo articolo ti guidiamo attraverso il funzionamento del bando, chi può partecipare, quanto si ottiene e cosa fare subito per presentarti con le carte in ordine.
Che cos’è il Bando ISI INAIL e perché vale la pena conoscerlo
Il Bando ISI (Incentivi alle Imprese per la Sicurezza sul Lavoro) è uno degli strumenti più longevi e consolidati della finanza agevolata italiana: INAIL lo eroga ogni anno dal 1999 con una logica semplice — sostenere economicamente le imprese che scelgono di investire nel miglioramento delle condizioni di sicurezza nei propri ambienti di lavoro.
Non si tratta di un aiuto marginale. L’edizione 2025 mette sul tavolo 600 milioni di euro, con contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili e un importo massimo per progetto di 130.000 euro. In termini pratici: un’azienda che investe 100.000 euro in sicurezza può ricevere fino a 80.000 euro dallo Stato, senza restituirli.
Il bando si articola in cinque assi di finanziamento, ognuno pensato per una tipologia specifica di intervento:
- Asse 1 — Progetti di investimento: acquisto di macchinari, impianti e attrezzature che abbassano in modo misurabile i rischi sul lavoro. È l’asse di riferimento per la maggior parte delle PMI manifatturiere e artigiane.
- Asse 2 — Modelli organizzativi e responsabilità sociale: implementazione di sistemi di gestione della sicurezza certificati (SGSL) secondo la norma UNI ISO 45001 o le Linee Guida UNI INAIL.
- Asse 3 — Bonifica da amianto: interventi di rimozione e bonifica negli edifici produttivi.
- Asse 4 — Micro e Piccole Imprese del settore agricolo: agevolazioni specifiche per imprese agricole con meno di 50 dipendenti.
- Asse 5 — Produzione primaria agricola: misura riservata alle aziende agricole che abbiano già beneficiato dell’Asse 4 in passato.
Per la grande maggioranza delle PMI italiane il punto di partenza è l’Asse 1. Vale però sempre la pena valutare la propria situazione con attenzione: ci sono sovrapposizioni tra assi che, se gestite strategicamente, possono aumentare significativamente il contributo ottenibile.
📌 Novità dell’edizione 2025
Il bando estende le tipologie di investimento ammissibili includendo i DPI intelligenti — dispositivi di protezione individuale dotati di sensori connessi — e gli interventi per la mitigazione dello stress termico negli ambienti di lavoro ad alta temperatura. Un segnale chiaro di come INAIL stia adeguando lo strumento all’evoluzione tecnologica e alle nuove sfide climatiche.
Chi può partecipare
Il bando è aperto a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione e dal settore di attività, a condizione che siano regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e in regola con gli obblighi contributivi — in altre parole, con il DURC in corso di validità al momento della domanda.
Possono accedere sia le aziende che stanno pianificando nuovi investimenti in sicurezza, sia quelle che hanno già effettuato interventi e intendono ottenere il rimborso parziale delle spese sostenute. Non è necessario essere grandi imprese strutturate: le microimprese e le piccole imprese sono pienamente ammissibili e in alcuni assi beneficiano di condizioni ancora più vantaggiose.
Esistono tuttavia alcune cause di esclusione da verificare preventivamente:
- Aver già ricevuto un contributo ISI INAIL per la stessa tipologia di intervento nello stesso quinquennio.
- Avere procedimenti penali in corso connessi a infortuni sul lavoro o malattie professionali.
- Non essere già in regola con le norme di sicurezza vigenti: il bando premia chi migliora il proprio livello di sicurezza, non chi si adegua solo sulla carta agli obblighi di legge.
Se hai dubbi sulla tua ammissibilità, il consiglio è verificarlo prima ancora di iniziare la compilazione. Scoprire un’esclusione a metà percorso è un costo di tempo e risorse che si può facilmente evitare.
Come funziona la procedura: le tre fasi da non confondere
Uno degli errori più frequenti con questo bando è confondere la fase di compilazione con la fase di invio. Sono due momenti distinti, con logiche e tempistiche diverse.
Fase 1 — Compilazione online (13 aprile – 28 maggio 2026)
Dal 13 aprile fino alle ore 18:00 del 28 maggio 2026, le imprese accedono al portale INAIL e compilano la domanda. In questa fase non si invia nulla: si caricano i dati del progetto, le spese previste e i codici ATECO, e la piattaforma calcola automaticamente un punteggio. Quel punteggio determina la posizione in graduatoria e, in ultima analisi, se si viene finanziati o no.
Non si tratta di un click day: la velocità di invio in questa fase non conta. Conta invece la qualità e la completezza della descrizione del progetto, che influenza direttamente il punteggio assegnato dall’algoritmo INAIL.
Fase 2 — Invio telematico (data da definire da INAIL)
Dopo la chiusura della fase di compilazione, INAIL comunica la data e l’orario esatti entro cui inviare ufficialmente la domanda. In questa fase, a parità di punteggio, l’ordine cronologico di invio fa la differenza: chi invia prima viene considerato prima.
Fase 3 — Istruttoria e concessione
INAIL verifica la documentazione, controlla i requisiti e — se tutto è in ordine — concede il contributo. L’erogazione avviene a rendicontazione: si realizza prima l’investimento, poi si rendiconta e si incassa il contributo.
⚠️ Attenzione alla scadenza
La finestra di compilazione si chiude il 28 maggio 2026 alle ore 18:00. Non è possibile presentare domanda fuori da questi termini. Chi non è pronto entro quella data dovrà attendere il bando della prossima edizione.
Quanto si può ottenere: un esempio concreto
Per dare concretezza ai numeri, immagina un’azienda manifatturiera con 15 dipendenti che ha in programma l’acquisto di un macchinario a controllo numerico per sostituire una pressa manuale ad alto rischio infortuni. Costo dell’investimento: 80.000 euro.
Con il Bando ISI INAIL Asse 1, questa azienda potrebbe ricevere un contributo a fondo perduto pari al 65% della spesa ammissibile, cioè 52.000 euro. Il costo effettivo a carico dell’impresa scenderebbe a 28.000 euro per un macchinario che ne vale 80.000.
Il contributo ISI è inoltre cumulabile con altri strumenti complementari come la Nuova Sabatini — che supporta il finanziamento bancario dell’investimento — costruendo così una strategia di accesso agevolato che può coprire una quota molto significativa dell’investimento complessivo.
Cosa fare adesso: la lista di controllo
La finestra è aperta. Ecco le azioni concrete da mettere in calendario questa settimana:
- Verifica il codice ATECO: ogni asse ha un elenco di codici ammissibili disponibile sul sito INAIL. È il primo filtro da superare.
- Individua l’asse di riferimento: in base alla tipologia di investimento che hai in mente, capisci subito a quale asse appartieni e qual è il massimale disponibile.
- Registrati o aggiorna le credenziali sul portale INAIL: accedere il primo giorno con credenziali non funzionanti è un problema banale ma frequente.
- Controlla la regolarità contributiva (DURC): richiedilo in anticipo se non ce l’hai aggiornato — i tempi di rilascio possono sorprendere.
- Prepara la documentazione tecnica: schede tecniche delle attrezzature, preventivi fornitori, eventuali planimetrie e descrizione tecnica dell’intervento.
- Rivolgiti a un consulente di finanza agevolata: il punteggio si costruisce anche attraverso la qualità della descrizione del progetto. Un supporto specialistico in questa fase fa spesso la differenza tra essere finanziati e restare fuori.
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